Dalla città dei butteri, Cisterna di Latina, al golfo di Gaeta passando per le rovine archeologiche dell’antica Norba ed il monumento naturale Giardino di Ninfa.

La provincia di Latina, delimitata a nord dai Colli Albani, ad est dai Monti Lepini e ad ovest dal mar Tirreno, è stata da sempre costituita da valli morbide caratterizzate dalla tipica vegetazione mediterranea e, verso il mare, da terreni paludosi, trasformatisi, dopo la bonifica, in cordoni di dune. Un territorio molto fertile in cui l’olivo ha da sempre rappresentato una delle colture più antiche. L’olivicoltura dovette essere praticata infatti già dai popoli latini, che abitavano questi territori poi passati al controllo di Roma. I Romani prima e lo Stato Pontificio poi, utilizzarono questa coltura per contenere il sempre più progressivo impaludamento dell’area costiera. La bonifica, portata avanti dal regime fascista intorno agli anni ’30, eliminò definitivamente gli acquitrini e le aree paludose – e con esse la malaria – dando inizio anche ad ingenti lavori di disboscamento, dissodamento di terreni incolti e creazione di poderi di medie dimensioni. L’olivicoltura è, dunque, parte integrante della tradizione agricola provinciale grazie soprattutto ai produttori locali che, oltre a riscoprire le tradizioni del territorio, hanno puntato a raggiungere alti livelli qualitativi, tanto da essere premiati con i più importanti riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale che attestano l’unicità e la ricercatezza del prodotto.

L’itinerario va alla scoperta di piccoli e suggestivi borghi posti all’ombra della lunga catena dei Monti Lepini fino a raggiungere il mare, l’altra grande risorsa di questo territorio che lo ha reso – soprattutto in coincidenza con il boom economico degli anni ’60 – una delle mete balneari più apprezzate del Lazio.

Rocca MassimaL’itinerario ha inizio dalla cittadina di Cisterna di Latina – dopo una breve visita ad Aprilia o Rocca Massima – che deve il suo nome al serbatoio idrico che l’imperatore Nerone fece costruire per la sua villa di Anzio. Se però questa ipotesi non è tradizionalmente dimostrabile, è certo invece che la cittadina sorse proprio sul tracciato della via Appia, come testimonia la coincidenza di un tratto cittadino con la consolare e, soprattutto, la bella area archeologica delle Tres Tabernae: una delle stazioni di posta più famose, ricordata persino da Cicerone e tappa del viaggio di San Paolo.

Cisterna, celebre per i suoi bei edifici monumentali come il palazzo Caetani, le grotte Caetani e la fontana Biondi, è solitamente appellata come “la città dei butteri”, i mandriani che guidavano le mandrie delle vacche maremmane a svernare nell’agro pontino. Indimenticabile la leggenda, vera o presunta, che racconta di Augusto Imperiali, buttero di casa Caetani sfidare nel 1890 e vincere Buffalo Bill ed i suoi cowboys.

santolivaCon una breve deviazione, l’itinerario conduce all’antichissima Cori che lascia incantati per la presenza costante di testimonianze del passato: le ben conservate mura poligonali ed il tempio di Ercole si alternano a tesori sacri tra i quali spicca il complesso monumentale di Sant’Oliva.

Spostandoci più a sud est, lungo la balconata che dai Monti Lepini si affaccia sulla costa, è il territorio di Norma, che custodisce un patrimonio storico, archeologico e naturalistico senza eguali. L’area archeologica dell’antica Norba rivela nel suo circuito di mura poligonali e monumentali porte, nelle due acropoli oltre che nei resti delle cisterne, pozzi, templi e lacerti di splendido basolato romano tutta la sua breve e travagliata esistenza.

ninfaPoco lontano il giardino di Ninfa, definito dai viaggiatori del Grand Tour “la Pompei medievale” è stato riconosciuto nel 2000 come Monumento Naturale dalla Regione Lazio. È un posto magico, dove assoluti protagonisti sono il fiume Ninfa e lo specchio lacustre da esso formato. Tutt’intorno il giardino che, quasi a formare quadri pittorici, illustra sapientemente le bellezze botaniche autoctone ed esotiche. Chi visita il giardino potrà perdersi tra vialetti di lavanda, filari di lecci, betulle e lillà alla scoperta di resti romani, torre medievali e dimore dei principi Caetani.

Un accenno merita poi l’armonioso borgo di Sermoneta sovrastato dalla mole del Castello Caetani e la vicina Abbazia di Valvisciolo che affacciata tra la pianura e il mare, dà a chiunque la visiti l’idea che il tempo si sia fermato.

Come quella di Fossanova, l’Abbazia fu costruita dai monaci cistercensi nel 1200 e conserva ancora oggi la chiesa ed il campanile, lo splendido chiostro, la foresteria ed il refettorio. Da visitare la medievale Maenza e Lenola nel Parco Naturale Regionale Monti Aurunci.

Monte S.Biagio La PortellaL’itinerario, attraverso Priverno e Sonnino e con una piccola deviazione ai graziosi borghi di Monte San Biagio e Itri, giunge al mare e conduce nel panoramico Golfo di Gaeta. Il golfo, situato tra il promontorio del Circeo e le isole di Ventotene, Palmarola, Santo Stefano, Zannone, custodisce tra spiagge bianche e sabbiose le città di Terracina, Sperlonga, Formia, Scauri e naturalmente Gaeta.

Il nome di Gaeta è legato a Caieta, nutrice di Enea che l’eroe qui volle seppellire durante le sue peregrinazioni prima di approdare a Lavinium.

gaetaGaeta riserva oltre che delle splendide spiagge come quella del Serapo, un bel borgo antico affacciato sul mare e sovrastato dalla mole del grandioso castello angioino-aragonese. Da visitare inoltre il Santuario della S.S. Trinità ed il duomo dei S.S. Erasmo e Marciano con il campanile vanto della città.

Proprio di fronte a Gaeta, affacciata sul Golfo, la città marittima di Formia che riserva agli appassionati di archeologia e storia romana molte testimonianze del glorioso passato romano. Due fra tutte: il Cisternone Romano, testimonianza dell’ingegneria idraulica del tempo, ed il mausoleo di Marco Tullio Cicerone che proprio a Formia, sua città prediletta, fu assassinato nel 43 a.C.

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